Un balzo in avanti importante per il Sant’Anastasia del presidente Di Marzo. Dalla Seconda Categoria alla Promozione, grazie sì all’acquisizione del titolo sportivo del Napoli Nord, ma soprattutto alla vittoria sul campo del campionato di Terza Categoria con cinque giornate di anticipo. Insomma un investimento di certo importante, non solo in termini economici, ma anche e soprattutto di energie. Ambizioni importanti, che il direttore generale Enrico Oncia ha raccontato ai colleghi di Metropolis.
Dalla 2° categoria alla Promozione, un salto importante che dimostra la voglia di fare bene e tornare presto grandi. Come si arriva a questo salto e soprattutto ora cosa riserva il futuro della Stasia?
“Il nostro progetto era di vincere ogni campionato. E’ nata l’occasione e abbiamo deciso di prenderla al volo, derisone presa non a caso. Abbiamo i mezzi per partecipare al campionato.
Si arriva costruendo le basi. Per noi era fondamentale prima di costruire una squadra, costruire una casa. Il “De Cicco” è il nostro fiore all’occhiello, un campo a 11, a 9, a 7, una gabbia, tavolo taqboll, bar, parcheggio custodito, 10 spogliatoi. Tutto nuovo. Dopo, abbiamo costruito uno staff importante con l’esperienza del capitano storico Salvatore Di Costanzo, un giovane come Gabriele Breglia. Con il presidente Di Marzo abbiamo deciso, in primis, di dedicarci al settore giovanile: abbiamo una scuola calcio élite e una collaborazione importate con la Peluso Academy che si occupa si giovani selezionati. Il nostro impegno è dar spazio ai giovani in Campania: in queste categorie ai pensa solo al risultato finale, ma poco importa dare spazio e formare giovani calciatori, il nostro intento è cercare di raggiungere obbiettivi di squadra, ma con la finalità di preparare giovani per far sì che siano pronti per categorie superiori. Abbiamo tutti i mezzi per un futuro ricco di soddisfazioni”.
Che tipo di squadra state costruendo, ma soprattutto a che punto siete?
“Se abbiamo fatto questo passo è perché partiamo da una base importante. L’anno scorso abbiamo partecipato al campionato di 3° categoria, vinto prima del Covid, con un gruppo costruito dal direttore-mister Salvatore Di Costanzo prendendo giocatori che avevano smesso di giocare o che altre società non ritenevano in grado, che durante l’anno scorso ha fatto anche un campionato parallelo il giovedì, disputando amichevoli con squadre di categorie superiori portando sempre ottimi risultati. Questo ha fatto si che ne riconfermassimo buona parte, perchè convinti che con costanza possono tranquillamente giocare in Promozione, inserendo poi giovani 2002, 2003, 2004 del nostro vivaio. Sono sicuro che mettere in mostra tanti giovani calciatori, quindi costruire una squadra con l’ossatura dell’anno scorso e in più con i nostri giovani, a cui affiancare qualcuno per dare esperienza e stabilità si possa raggiungere una salvezza tranquilla, ma con l’obbiettivo di far partire l’anno prossimo qualche giovane per categorie superiori”.
Quindi, obiettivo campionato dignitoso?
“Sì come obiettivo minimo, poi le sorprese sono tante. Una cosa è certa: noi abbiamo una stabilità che non tutti possono avere. Abbiamo la casa, la scuola calcio e la gestione del campo, abbiamo un bagaglio di giovani, manteniamo gli impegni presi, abbiamo esperienza, come Di Costanzo che ha fatto campionati importanti. Dopo il Covid è difficile, secondo me, gestire e capire cosa può succedere. E’ vero, ci sono squadre attrezzate per vincere il campionato, ma è anche vero che l’organizzazione, il gruppo e l’entusiasmo possono fare cose che sulla carta a volte non si riesce a fare”.