Napoli-Inter 4-2. Top & Flop: Mertens superstar, peccato per i fischi…

Napoli forza 4. Gli azzurri calano il poker nella sfida contro l’Inter, riprendendo confidenza coi tre punti al San Paolo. Benitez vince la sfida personale con il club nerazzurro e quella a distanza con Mazzarri: due grandi tecnici a confronto che hanno regalato spettacolo grazie alle loro scelte votate al gioco piuttosto che al contenimento. Alla faccia del calcio all’italiana. Ecco il meglio ed il peggio del posticipo di ieri sera.

Top
1) Dries MERTENS
‚Äì Un marziano. Il piccolo genio ha colpito ancora: con l’Arsenal stup√¨ per il grande spirito di sacrificio, oggi gli applausi li strappa per la straordinaria visione di gioco, unita a capacità tecniche da fuoriclasse. Dopo Firenze, è arrivato anche il primo gol al San Paolo: un acquisto inizialmente sottovalutato, finalmente Bigon e lo scouting raccolgono i frutti di tanto lavoro.

2) Gonzalo HIGUAIN ‚Äì E’ un killer. Tocca un pallone e lo spedisce in fondo al sacco. Un bomber di razza, ma non solo: perchè al momento giusto ti sforna anche la giocata decisiva per andare ancora a segno. Splendida l’apertura per Dzemaili che spiana la strada al secondo gol degli azzurri. Qualcuno mugugnava sui 40 milioni spesi, chissà adesso cosa avrà da dire.

3) Blerim DZEMAILI ‚Äì Come suo solito, sparisce per un po’, poi però quando torna in campo si riprende con prepotenza il ruolo di protagonista. Secondo gol di fila per lo svizzero in campionato, premiato ancora una volta al termine di una prestazione intensa ma piena di qualità. Il contratto scade nel 2015, che dite, lo rinnoviamo?

Flop
1) Fischi del SAN PAOLO
‚Äì Mazzarri, come anticipato prima, ha sempre difettato, mediaticamente parlando ma, sui risultati conseguiti in azzurro, c’è poco da discutere: ha valorizzato il parco giocatori, ha sempre conquistato la qualificazione in Europa e vinto una Coppa Italia. Giusto il tributo della Curva B attraverso uno striscione, indecorosi invece i fischi di tutto il resto dello stadio al momento dell’ingresso in campo del grande ex. Non si congedano cos√¨ quattro anni di crescita e sviluppo del progetto Napoli.

2) Gokhan INLER ‚Äì Non va. Benitez gli da fiducia ma evidentemente lo stato di forma non c’è. Forse però c’è anche un problema di autostima, perchè altrimenti non ci si spiega come Inler sia passato dagli altari al banco degli imputati. Sempre in ritardo sulle ‚Äòseconde palle’, si becca qualche fischio anche per le scelte non sempre felici sul piano dell’impostazione. Dzemaili e Behrami partono davanti, almeno per il momento.

3) Walter MAZZARRI ‚Äì Lo sappiamo, ormai è un ex. E in campo, da tecnico navigato, la sua Inter si è comportata più che bene, aldilà del risultato. √à davanti alle telecamere però che proprio non riesce a non far danni: Siamo venuti qui, abbiamo giocato contro una squadra dai valori importantissimi e abbiamo imposto il nostro gioco, dominandoli e surclassandoli. Vero, forse l’Inter nel complesso ha giocato meglio, ma ha avuto una settimana per preparare la partita, in più, dato da non sottovalutare, un Napoli non eccezionale ha costruito sei palle gol nitide (i quattro gol, il palo di Insigne più il rigore procurato e poi fallito da Pandev, ndr): caro Walter, ma di cosa stiamo a parlare? Il punto più basso arriva quando parla del suo addio: I tifosi della Curva B sanno i veri motivi per cui sono andato via. Walter, ormai sei un ex e, da quanto dici, anche col dente avvelenato: ma se c’è qualcosa che i tifosi debbano sapere (presumibilmente sul rapporto con De Laurentiis, ndr) perchè non vuoti il sacco?